Angelo De Boni

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deBoni  (Angelo De Boni – Limbiate - 1955) ha frequentato l’istituto d’arte di Monza ed è stato allievo dell’arch. Attilio Marcolli (Teoria del Campo) e dello scultore e ceramista Nanni Valentini. Ha poi frequentato l’Accademia di Belle Arti Brera di Milano. Ha esposto già nel 1973 a 18 anni, ma ufficialmente è dal 2003 che espone con continuità, divenendo in breve tempo artista di respiro internazionale. Ad oggi è possibile visionare alcune opere in permanenza sia all’estero ( URCA Centro Culturale San Paolo del Brasile, Tusva Ankara, Amman, J.Joyce Museum Dublino, Galeria VirtuArt Barcellona, Theatre Muziek Amsterdam), che in Italia (Museo Arte Contemporanea Taverna di Catanzaro, Galleria 9 Colonne SPE Resto del Carlino Bologna, Museo Geraci Palermo (dove è stato insignito del titolo di Accademico per meriti artistici), Museo James Joyce Trieste, World Museum Swatch Collection Cesano Maderno Milano, Museo di Gallipoli, Galleria Poliedro Trieste, Galleria Scoglio di Quarto Milano. L’artista ha fatto parte del Movimento del Metaformismo che ha abbandonato nel 2019 per abbracciare il Movimento della Psicoavanguardia. Ha esposto in diversi luoghi istituzionali di cui se ne citano alcuni:

Arengario di Monza, Salone Internazionale Arti e Design Milano, Sale del Bramante Roma, Galleria Merum Bratislava, Biennale di Londra (in collaborazione con il Gruppo Sinestetico di A.Sassu), Museo Historico Santa Caterina Florianopolis, Castello Maschio Angioino Napoli, Palazzo della Gran Guardia Verona,  Palazzo del Podestà Verona, Rotonda Palladiana Vicenza, Rocca Paolina Perugia, Palazzo Ducale Urbino, Museo Bruschi Arezzo, Casa del Mantegna Mantova, Polo San Rocco Matera, Museo Arte Contemporanea Cetinije Montenegro, Palazzo Bonacossa Milano, Palazzo Isimbardi Milano, Galata Museo Genova, Museo d’Arte contemporanea Skopije Macedonia, Palazzo dei Giureconsulti Milano, Museo Arte e Scienza Milano, Castell di Francoforte, City Hall Dublino, Universitas Labacensis Lublijana, Spazio Mondadori Venezia, Palazzo Spinola Genova, Castello Carlo V Lecce, Palacongressi Agrigento, Palazzo Pallavicino Parma, Palazzo Rubichi Lecce, Fondazione Mantovani Milano, Casa dei Carraresi Treviso.

Presente su diversi cataloghi: Enciclopedia Avanguardie Artistiche, Dizionario Internazionale dell’Arte, Dizionario universale arti visive Comanducci, CAM Catalogo Arte Mondadori dal nr 43 al nr 50., Fondazione Mazzotta Arte, Arte & Collezionismo

Testate giornalistiche: La Repubblica, La Nazione, il Secolo XIX, Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Gazzetta del Mezzogiorno, l’Adige, La Sicilia

Riviste specializzate: Flash Art, Arte Incontro, Corriere dell’Arte, D’Ars, Boè, EuroArte, L’informatore artistico, Guzzardi Arte

Critici di rilievo: Raffaele De Grada, Luciano Caramel, Grazia Chiesa, Giulia Sillato, Germano Beringheli, Valeria Vaccari, Richard Thomas (GB), Roberto Ambrosi, Giancarlo Alù, Dan Jon Scotta (USA) ed altri ancora

Gallerie di rappresentanza: Galleria ScogliodiQuarto Milano, Galleria Arcidiacono Londra, Galleria Ars&Fine New York

L’artista deBoni è quotato ufficialmente dalla Casa d’Aste Vip di Ferrara e Fabiani di Montecatini

“…attualmente è alle prese con un programma artistico molto impegnativo: il MINIMO ANICONICO SOTTRATTIVO, consistente in una eliminazione progressiva di qualsiasi incidenza segnica ed, estremizzando, cromatica, sottraendo la creazione artistica all’operazione “crea-tiva” al fine di lasciare funzioni totali alla luce pura, come dimostra l’opera CONVIVENZA, esposta al Palazzo Isimbardi di Milano. Sull’orientamento di questa ricerca, così atipica e singolare, ha influito di sicuro l’insegnamento dell’arch. Attilio Marcolli che,
affondando la sua sperimentazione tecnico-critica nell’infinito scibile dei principi della visione artistica, ha indotto, in quegli anni, molti addetti ai lavori ad applicare metodi di lettura semiologica, come conseguenza di un processo di decostruzione a favore di una spazialità totale; a lui pertanto riconducibile la
responsabilità di impostazioni decostruttive indotte nell’acquisizione didattica: nel caso dell’artista milanese, tale ascendenza si fonda in un processo di “spoliazione del dettaglio”(L.Caramel), sia grafico sia coloristico, a cui si sostituisce un suggestivo gioco di evanescenze. Il suo curriculum è ricco di indicazioni relative a quanto suddetto….”


(Prof Giulia Sillato della FONDAZIONE SILLATO di Verona)

“….e poi cerchiamo un rapporto con l’artista che ci sa parlare e che ci sa dire qualcosa che noi non troviamo dentro di noi con facilità…l’autore è un profondo pensatore e guardando una sua opera egli ci costringe a pensare e quando io vedo le opere di deBoni, mi soffermo sempre a pensare a qualcosa a cui non ho pensato un momento prima, e questo mi fa veramente piacere. In questo senso penso che l’arte di deBoni sia utile, interessante e stimolante e mi sorprende l’equilibrio tra la forza e l’intensità concettuale delle sue opere.”


(critico prof Raffaele De Grada)

“…artista dalla innata cultura sensoriale che lo induce alla continua ricerca, ottenendo opere di elevata lettura in una dimensione artistica senza tempo”
(L.Bonacini – Richard Thompson Gallery USA)

Altri critici:
Grazia Chiesa, Walter Fabbri, Davide Sciuto, Germano Beringheli (il secolo XIX), Marco Mantovani, Stefano
Soddu (Galleria ScogliodiQuarto Milano), Piera Paola Piazza, Danilo Jon Scotta, Raffaele De Salvatore
(EuroArte), Attilio Colombo (Consulente Permanente di Milano), Valeria Vaccari, Prof Roberto Ambrosi
(Accademia Belle Arti Trieste). Prof Giancarlo Alù, Prof Francesco Guidotti e molti altri ancora…..

Angelo De Boni

Angelo De Boni

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Angelo De Boni AFTER COVID 100 x 100 cm 2020 tec. mista su tela 1500€

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